Chi siamo

  1. L’amore è il sentimento che ci rende unici, umani e vivi. lo troviamo nei libri, nel cibo e nei luoghi che incontriamo

Andiamo a cercare delle risposte, le cerchiamo attraverso noi, attraverso
quel che siamo e quel che viviamo. CI ritroviamo nei libri che leggiamo per migliorarci e per migliorare la storia. Inseguiamo luoghi lontani senza
accorgerci che a pochi passi da noi esistono territori meravigliosi che creano i “frutti” per il rispetto del corpo e dell’anima

Libreria, Bar,Spazio Bimbe e Bimbi

L’IDEA

GrassRoots (politica di base, erba cattiva) è un’idea nata a Bruxelles all’inizio del 2015, trasformare uno spazio vuoto in uno spazio di socialità, per fare emergere le criticità alimentari e diffondere le pratiche dal basso.
Un Osteria libreria a Bologna aperta a progettazioni che abbiano come punto di riferimento il cibo e i libri. Vogliamo collaborare con le associazioni ed i collettivi già attivi su Bologna, come “Campi Aperti”, associazione nata per realizzare la sovranità alimentare nelle città e per sostenere l’agricoltura biologica e i piccoli contadini.
Una cucina genuina e popolare semplice e accessibile a tutti e tutte. Chi la detto che l’arte e il buono sia solo per una parte delle persone con un alto reddito ?
Vogliamo essere critici e protagonisti, insieme alle altre realtà bolognesi sulla mercificazione del cibo. Critici per la nuova apertura di F.I.C.O. e le continue politiche di liberalizzazione del cibo, vogliamo diventare un punto critico e di riferimento per tutti e tutte.
Per quanto concerne la libreria. Abbiamo creato una sezione dedicata ai bambini, e sporadicamente dei laboratori a loro dedicati.
Abbiamo dedicate uno spazio ai laboratori di scrittura e di fumetti, in questo caso cercheremo di creare una serie di progetti collettivi.
Una sezione è dedicata alle mostre (vedi la sezione corsi corsi)

LE RETI CHE APPOGGIANO IL PROGETTO

Campi Aperti è un’associazione fatta da agricoltori e consumatori che sostiene l’agricoltura biologica e contadina. Campi Aperti realizzare la sovranità alimentare nelle città significa difendere la piccola agricoltura contadina nelle campagne creando una relazione diretta tra chi produce e chi consuma. Questo progetto è il punto di partenza per la costruzione di una alternativa al sistema economico dominante.
La produzione è rigorosamente biologica e di filiera corta, legata alla territorialità, alla stagionalità del prodotto e controllata attraverso un sistema di garanzia partecipata.
Campi Aperti attualmente organizza cinque mercati settimanali di vendita diretta a Bologna.
Campi Aperti aderisce alla rete nazionale genuino clandestino
Campi aperti sarà il nostro primo interlocutore, la nostra rete di attivisti è molto curiosa del progetto.

Crediamo che sia essenziale lavorare con il quartiere, di istaurare un rapporto di fiducia con le persone che attraverseranno il nostro spazio. Cercare di dare una consapevolezza alimentare attraverso una cucina sostenibile e una serie d’informazioni relative alla mercificazione del cibo. Letteratura e cibo saranno gli strumenti per cercare di arrivare ad una finalità collettiva, perché il buono o il km 0 dovrebbe essere a portata di tutti e tutte. L’idea di aprire un piccolo spazio per i più piccoli all’interno, dove le famiglie possano passare del tempo e creare insieme a noi progettualità future. In generale, cercare di creare una piccola casa del quartiere dove le persone non siano solo dei clienti, ma che si possano sentire parte di essa.

DETTAGLIO DELLE ATTIVITA’ DELL’IMPRESA

Caffetteria, orario continuato ( vedi orari)
Osteria, orario continuato ( vedi orari)
Libreria,orario continuato ( vedi orari)
Spazio Bimbi, orario continuato ( vedi orari)
Mercatino dei prodotti
Attività culturali:
Presentazioni di libri e case editrici
Presentazioni di collettivi e/o associazioni che si occupano di cibo
Presentazione dei produttori, degustazioni e informazioni
Corsi
Mostre di fotografia e fumettistica

A CHI SI RIVOLGE L’IMPRESA

Crediamo che in questo momento storico Bologna stia diventando una città sperimentale del cibo, troviamo oggi svariate offerte, dalla cucina tradizionale bolognese alle botteghe vegane. Crediamo però che non si stia facendo un lavoro accurato sul cibo, quello che vogliamo proporre è la scelta è l’informazione su quello che i nostri clienti andranno a mangiare e a bere. Per questo ci rivolgiamo a tutte le età e ceti sociali. Per quanto riguarda la parte più culturale ci rivolgiamo a tutte le persone che si occupano del settore dell’editoria e della scrittura e con loro cercheremo di far conoscere, a chi Bologna la abita, che cos’è questo mondo; incuriosire, fantasticare e creare potrebbero essere le parole chiave. Come dicevamo in precedenza vogliamo far sentire le persone a “casa”, le nostre esperienze lavorative ci hanno permesso di sviluppare un approccio verso la clientela il meno distaccato possibile, così da poter avviare un rapporto meno clientelistico. Questa potrebbe essere la parte che ci potrà caratterizzare di più, notiamo sempre più il distacco tra le persone all’interno degli spazi commerciali, vogliamo che le persone tornino ad osservare per immaginare

ANALISI DELLE POSSIBILI COLLABORAZIONI

Attualmente non siamo a conoscenze di realtà che propongono un progetto simile, alcune realtà possono assomigliare, ma quello che notiamo è un po’ la mancanza di lavoro sui quartieri, forse solo la bolognina è colpita positivamente da realtà associative che mettono in contatto cittadinanza e le instituzioni. La nostra prima collaborazione, come già detto in precedenza, sarà con Campi Aperti, ma vogliamo ampliare la nostra rete.

Collaborazioni aperte  e fondamentali sono quelle con L’altro Mercato ( commercio equo)  Hack Labbo, XM24, BilBoBul, Libreria Trame, case editrici piccoli e indfipendenti come Canicola; Bao,Orecchio Acerbo, Diabolo Produzioni, Becco Giallo, Babba libri, Watson produzioni, Derive Approdi, La Fiaccola, Zero in condotta e vi invito di vedere la lista completa nella sezione libreria.

#Libri

#Colaborazioni

 

ANALISI DEI PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA

I principali punti di forza iniziali sono le associazioni con cui siamo in contatto, secondo la più vecchia forma di marketing, il passa parola, stiamo elaborando un sistema di coinvolgimento di tante e diverse realtà interessate. La chiave di un inizio forte è trovarci circondati di persone pronte a collaborare sia come singoli sia con le proprie associazioni e/o collettivi così da poter unire le idee e i progetti
Una cucina sperimentale che non si fermi alla tradizione bolognese o alle ormai consuete pietanze vegetariane e vegane. Il fatto di voler accontentare ogni tipo di gusto, sia sul cibo che sulle bevande, crediamo sia un grosso punto di forza, ci accorgiamo sempre di più di come i ristoranti o le osterie si stiano settorializzando e di come si possa essere in difficoltà nel mettere insieme persone che abbiano diverse abitudini culinarie.
Oggi il mercato alimentare alternativo esiste, esiste nell’ambito delle associazioni che si occupano di produzione a km 0, sono molti i mercati sociali sparsi per la città, con un’ottima affluenza tanto che anche le istituzioni bolognesi concedono sempre più facilmente spazi di mercato ad associazioni come Campi Aperti; questa potrebbe essere un altro punto di forza, per quanto riguarda la comunicazione. Molta vendita, poca trasformazione, infatti sono ancora pochi gli spazi che usufruiscono dei prodotti contadini perché hanno sicuramente un costo decisamente più alto rispetto ai prodotti industriali, per ovviare a questo facciamo una politica del cibo secondo lo spreco zero, cosi da allievare il costo delle materie prime. Una “scuola” di trasformazione di prodotti a km 0, così da poter attirare quella clientela ancora poco consapevole.
Una cucina a km0, contadina e popolare, così da attirare anche le famiglie o i soggetti che solitamente non si possono permettere una cena, un pranzo o anche solo una serata in un luogo che non faccia parte della grande distribuzione.
Cerchiamo di avere una forte partecipazione delle case editrici, sia soggettivamente che materialmente.
Sicuramente il primo punto debole potrebbe essere l’inesperienza, di buona parte dei partecipanti al progetto, dell’avviamento di una attività commerciale, buona parte dei soggetti ha sempre o quasi lavorato in ambiti sociali o in ambiti ristorativi come subordinati ed è per questo che la nostra impresa ha una serie di consulenti che serviranno ad alleviare le mancanze commerciali.
Altro punto debole, ma che crediamo si possa trasformare in un punto di forza e la totale inesperienza da parte nostra di un lavoro commerciale sui quartieri per quanto riguardo Bologna. Le nostre esperienze sono state per lo più in nord Europa e vorremmo riprodurre quei casi che abbiamo visto.